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The Bright Side - Dov'è la felicità?

Questa settimana ci sono stati i David di Donatello, l’equivalente italiano della notte degli Oscar, con tutto ciò che l’espressione “l’equivalente italiano” implica.

Tra tutte le cose accadute durante la serata, due sono quelle di cui s’è parlato di più: le diciassette candidature de La Pazza Gioia di Paolo Virzì, che hanno portato a un più che dignitoso bottino di cinque statuette, e il discorso di ringraziamento di Valeria Bruni Tedeschi, che proprio per la sua interpretazione in La Pazza Gioia ha vinto il premio come miglior attrice protagonista.
Quel discorso probabilmente, cari lettori, lo avete visto tutti. Se non lo avete fatto, basta una veloce ricerca Google “Valeria Bruni Tedeschi David discorso": una donna bellissima ed elegante travolta dall’emozione, che chiama sul palco la sua collega per condividere con lei il premio; tira fuori una marea di fogli e inizia a ringraziare un gruppo assurdamente eterogeneo di persone che l’hanno ispirata, supportata, amata, e aiutata a diventare ciò che è adesso. Molti giornalisti hanno definito il suo discorso “esilarante”. Io invece l’ho trovato autenticamente divertente, ma anche molto commovente.

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Se il discorso lo avete visto forse tutti, è probabile che invece non abbiate tutti visto il film. Io stessa, piena di lacune su una parte del recentissimo cinema italiano – dovute un po' a un velato snobismo da cui sto guarendo – non lo vidi al tempo della sua uscita. Dopo aver visto la Bruni Tedeschi in Il capitale umano (un altro ottimo film italiano recente: ve l'ho detto che sto guarendo!), e dopo averla vista sul palco dei David, ho recuperato e ho visto anch'io La pazza gioia
A parte le lacrime a secchiate, cari lettori, siamo davanti a un film la cui visione entra di diritto tra le cose belle che potete fare nel weekend. Non è una commedia leggera, ma non è neppure una tragedia che leva fiducia nell'umanità, anzi. Si tratta di un'autentica tragicommedia (anche nel senso shakespeariano del termine) delicata e forte allo stesso tempo: piena di pudore e rispetto per un tema delicato come la malattia mentale, ma forte per il non voler mai nascondersi dietro stereotipi o drammi troppo facili da mettere in scena, dato il tema del film. 
La pazza gioia è anche la storia di due donne e il racconto delle loro due singole storie. È il racconto di due anime esageratamente sensibili e travagliate, nel quale qualcuno potrà riconoscersi, qualcun altro forse un po' meno. Ma è un racconto che vale la pena ascoltare, come vale sempre la pena cercare almeno un po' di pace e di felicità.

Donatella: "Ma dove cavolo stiamo andando? Cosa stiamo cercando?  
Beatrice: "Stiamo cercando un po' di felicità!"  
Donatella: "Ma sei scema? 'ndo si trova?" 
Beatrice: "Nei posti belli, nelle tovaglie di fiandra, nei vini buoni, nei bicchieri di cristallo, nelle persone gentili, ecco dove si trova!"


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