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The Bright Side - Che bello, che belissimo

Questa settimana torniamo a parlare di musica, cari lettori; musica e resilienza, che è una parola che fa tanto 2013, ma è un concetto che non dovrebbe mai tramontare. 
La resilienza è la capacità di superare situazioni di difficoltà e rialzarsi, possibilmente più forti di prima. È quello che è successo più di una volta ai Foo Fighters, e al frontman Dave Grohl in particolare. 
Va premesso che Grohl è l’emblema del “presobenismo”, sembra pieno di entusiasmo per le cose che fa e per la vita in generale, e sembra uno che intende vivere quel che gli accade fino in fondo, assaporando ogni sensazione. Insomma, uno come piace a noi, almeno così sembra (e no, non vogliamo saperlo se in realtà è un tristone che alle feste si mette in un angolino a bere birra calda e piangere sui pistacchi chiusi; no, non ci interessa). L’atteggiamento positivo di Grohl è così contagioso che nella sua cittadina (Warren, in Ohio), gli hanno dedicato una strada (David Grohl Alley). 
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Ma lasciamo da parte la toponomastica e torniamo alla resilienza. Nel 2015, durante un concerto a Göteborg, Dave cade e si rompe una gamba; molti avrebbero interrotto lo show – rompersi una gamba non è esattamente spezzarsi un’unghia – ma lui ha deciso di farsi ingessare e farsi riportare sul palco, dove ha concluso il concerto (agitandosi un po' meno). 


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Ovviamente ha proseguito il tour. Seduto su un meraviglioso trono di chitarre. 


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Qualche giorno fa, i Foo Fighters si stavano esibendo in California al BottleRock festival; le regole del festival prevedono che i concerti finiscano entro le 22, tassativamente. La band stava suonando l’ultimo brano, “Everlong”, ma sono scoccate le 22 e – come nella peggior versione discount-rock di Cenerentola – gli amplificatori hanno smesso di amplificare. Probabilmente si è registrato il record per il maggior numero di imprecazioni concentrate in un solo luogo, ma i ragazzi non si sono scomposti troppo. 
Hanno ripreso a suonare. Inizialmente non si sentiva granché, ma poi il pubblico si è sostituito agli amplificatori, e il risultato è stato da brividi. 




Questa dose di Bright Side ce la dà dunque questo ragazzone, e qualcuno dirà che “con la vita e i guadagni di una rockstar pure io sorrido sempre e continuo a suonare con una gamba rotta”. Non lo sapremo mai, almeno non finché non diventeremo pure noi delle rockstar. Sta di fatto che farsi contagiare da chi ha un atteggiamento positivo verso la vita e il lavoro, qualunque sia la ragione che lo muove, non può che farci bene e portare – chissà – a qualcosa di bello. O belissimo

Adele M.


C'è 1 commento relativo al post "The Bright Side - Che bello, che belissimo"
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14/08/2017 09:23:17
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