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Il Bright Side della Stranger Things mania

Questa settimana parliamo di Stranger Things 2, rigorosamente senza grandi spoiler.

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La seconda stagione è probabilmente – rispetto alla prima – ancora più intensa, ben fatta, ricca di dettagli. Nelle nove puntate della creatura dei fratelli Duffer c’è un notevole numero di citazioni più o meno nascoste che riguardano film, telefilm, oggetti di culto degli anni Ottanta; la colonna sonora si difende bene anche stavolta (e anche stavolta sono in uscita splendide edizioni speciali in vinili decorati da tenere sempre sul piatto per quanto sono belli da vedere, oltre che da ascoltare).
Ma sulla trama non riesco ancora a dirvi molto, siamo ancora troppo vicini all’uscita per non rischiare più di rovinare qualcosa a qualcuno che non sia ancora riuscito a finire la serie. 
giphy-1Dunque ci soffermeremo sugli “effetti di Stranger Things sulla gente”.
Tra questi, la ricerca più o meno frenetica di oggetti che compaiono nella serie, e che alcuni di noi possono reperire semplicemente spulciando un po’ tra i vecchi scatoloni di famiglia, tra i giocattoli dell’infanzia e gli album Panini. Ma c’è un oggetto in particolare che in questi giorni ha fatto impazzire l’internet. La felpa viola di Dustin, quella del museo del Minnesota. La felpa era effettivamente in vendita nel museo negli anni Ottanta, come souvenir di una mostra itinerante; Kim Wilcox, la costumista di Stranger Things, ne ha trovata una originale online e ha pensato fosse perfetta per Dustin, che la indossa nella prima puntata della nuova stagione.

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In migliaia, attraverso telefonate e mail, hanno chiesto al museo se la felpa fosse in vendita, così loro non se lo sono fatto dire due volte e l’hanno rimessa in commercio.
Nel giro di una sola giornata, ne sono state vendute ottantamila, per un valore di circa tre milioni di dollari: quest’imprevisto afflusso di ordini ha anche mandato in crash il sito, per un po’; nel frattempo, delle lunghissime code si sono formate fuori dal negozio fisico del museo.
Il Science Museum of Minnesota ha annunciato che produrrà altri esemplari dell’iconico capo (ho sempre sognato di usare un’espressione del genere à la Rosanna Cancellieri), ma intanto la buona notizia è che tutte le attività del museo, incluso il negozio, hanno lo scopo di finanziare lo studio e la ricerca; quei tre milioni di dollari incassati in un giorno solo, dunque, serviranno anche a stimolare la curiosità di bambini come Dustin, Mike, e gli altri.
giphy-2Adele M.


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