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Carvi: come funziona, perché può aiutare la digestione

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Il Carvi, originario dell’Europa e dell’Asia Occidentale, è una pianta menzionata da Dioscoride e dai medici arabi già nel
XIII secolo fa parte della famiglia delle Apiacee.

Droga.

Oggi i suoi frutti, chiamati impropiamente semi, vengono anche comunemente utilizzati in cucina come spezia. Il sapore pungente e aromatico è dovuto alla presenza di diversi oli essenziali.
I principali sono il limonene e il carvone che, in base a studi recentissimi, sembrano inoltre stimolare la formazione di un enzima detossicante che favorisce l’eliminazione di sostanze tossiche. 

Hanno un odore gradevolmente mentolato e possiedono proprietà aromatiche e carminative, stimolanti la secrezione salivare, gastrica e biliare, oltre ad avere attività stomachiche, digestive, antispasmodiche gastriche e intestinali ed antiputrefattive per la loro blanda azione disinfettante intestinale.

Indicazioni.

E’ stato molto valutato e utilizzato in passato come rimedio medicamentoso carminativo, tonico, stomachico  veniva raccomandato soprattutto in caso di dispepsia e anoressia.Il Carvi, in virtù delle sue proprietà, viene impiegato con successo in vari disturbi del tratto gastrointestinale e delle vie biliari. E’ utile nelle manifestazioni di tipo colitico e per contrastare meteorismo, flatulenza, gonfiore addominale, aerofagia, dispepsia, atonia digestiva, spasmi gastrici e gastralgie nervose.

Gravidanza ed allattamento.
Non ci sono evidenze sull’uso, quindi è consigliabile chiedere al medico.

 

Controindicazioni.

Per chi ha sensibilità gastrica.

Curiosità.

Il nome Carvi deriva dal latino medievale Carvi,e dal greco Kàron, nome dovuto probabilmente alla regione Cària dell’Asia Minore, in cui il Carvi cresceva.


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