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Migliora la tua vita grazie all’autoipnosi.

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Oggi ospitiamo  con grande piacere  Claudia Porta autrice, ipnologa, insegnante di yoga  per iniziare ad approfondire un tema che ci affascina molto: la conoscenza delle potenzialità del nostro cervello ed in particolare l'ipnosi.   CL

"Probabilmente avete già sentito dire che noi esseri umani utilizziamo soltanto una piccola parte del nostro cervello. Questa teoria un po’ datata è stata smentita ma una cosa è certa: ciascuno di noi utilizza soltanto una piccola parte delle potenzialità della propria mente.

Le abitudini si instaurano nella nostra vita come i solchi in un disco di vinile e la puntina finisce sempre lì, anche quando vorremmo “cambiare musica”. I condizionamenti, sia esterni (le etichette che ci hanno affibbiato, soprattutto durante l’infanzia) che interni (il critico interiore è spesso più spietato del nostro peggiore nemico), ci rendono poco obiettivi nel valutare le nostre capacità e possibilità.

Michelangelo aveva due mani, proprio come noi. Einstein aveva un solo cervello e Usain Bolt un solo paio di gambe. Perché persone come queste raggiungono elevati livelli di eccellenza mentre altre sembrano condannate a restare nel limbo della banalità?

I segreti di chi eccelle sono accessibili a tutti. Si tratta di persone che credono in se stesse, nelle proprie capacità, e nella possibilità di raggiungere i propri obiettivi. Ultimo ma non meno importante, si tratta di persone che dedicano molto tempo e impegno allo sviluppo delle capacità in questione e/o al raggiungimento dell’obiettivo prestabilito.

La maggior parte dei “geni” non hanno nulla in più di noi “comuni mortali”, se non l’incoscienza di credere in un sogno che molti (in genere a causa dei condizionamenti sopra elencati) riterrebbero folle. Il coraggio di uscire dai sentieri battuti, da quei solchi nei quali molti di noi continuano a girare in tondo, come il criceto nella sua ruota.

L’inconscio: un prezioso alleato o un pericoloso sabotatore

Avete mai sentito parlare di inconscio? L’inconscio è un po’ come la “scatola nera” della nostra mente. Lì dentro sono racchiusi tutti i nostri segreti, i nostri talenti, le nostre risorse, ma anche i nostri limiti. L’inconscio ha a cuore la nostra sopravvivenza ma non sa distinguere tra espedienti positivi o negativi per preservarla. Se funziona, per lui è ok.

Immaginate un bambino che è stato morso da un cane. Per proteggerlo, il suo inconscio lo porterà a rifuggire tutti i cani. Non avendo la possibilità di conoscerli il bambino, una volta cresciuto, continuerà a temerli, pur sapendo che non tutti i cani sono aggressivi e che – anzi – la maggior parte non lo sono affatto. L’inconscio prende la via più semplice e diretta per evitare quello che ritiene un pericolo. Il soggetto adulto potrebbe sentirsi a disagio per via della sua paura dei cani, ma probabilmente non saprà come eliminarla.

Immaginate ora un uomo che ha paura di parlare in pubblico. Deve tenere una conferenza ed è terrorizzato. Ad un certo punto viene assalito da un forte mal di pancia, o da qualsiasi altro sintomo che gli impedisce di salire sul palco, “salvandolo” da ciò che temeva. L’inconscio vedrà quel malessere come una provvidenziale scappatoia e, molto probabilmente, lo riproporrà ogni volta, rinforzando quel condizionamento, quel “solco”, quella musica sempre uguale. Il soggetto sarà sempre più nervoso, non solo all’idea di parlare in pubblico ma anche al pensiero del malessere che accompagna ogni tentativo di farlo.

Queste due storielle sono estremamente semplici e lineari, ma spesso ciò che accade nella nostra vita e nella nostra mente è molto più complesso, e non è facile comprendere l’origine di un blocco, di una fobia, di un disturbo psicosomatico, eccetera. Non essendo il soggetto consapevole di ciò che causa il suo problema, potrebbe non riuscire ad affrontarlo efficacemente. Fortunatamente la “scatola nera” dell’inconscio contiene tutte le informazioni necessarie: esperienze passate, ricordi rimossi, informazioni considerate inutili o sgradevoli.

Come possiamo accedere a queste informazioni? Può avvenire per puro caso, oppure grazie ad un attento lavoro di introspezione. Ci si può arrivare grazie alla psicoterapia, o esplorando la propria mente attraverso la meditazione. Possono verificarsi circostanze favorevoli alla presa di coscienza. Uno dei tanti modi per entrare in contatto con l’inconscio è l’ipnosi. Una persona in stato di ipnosi ragionerà in maniera più creativa rispetto al solito, perché sarà in contatto con il suo io più profondo, libero dai condizionamenti e dalla paura di fallire o di sbagliare.

Ipnosi e libero arbitrio

Sì, lo so, molti di voi pensano che l’ipnosi sia esattamente il contrario, e che una persona in stato di ipnosi sia in balia di chi la ipnotizza. In realtà non è così. Semplicemente la persona ipnotizzata si lascia andare ad esperienze che in condizioni “normali” non avrebbe osato fare. Per paura, per diffidenza, per razionalità, per timore di essere ridicola, eccetera. Se invece decide di stare al gioco, tutto diventa possibile. L’ipnologo suggerisce all’ipnotizzato che il suo corpo diventerà talmente rigido da poter essere sistemato tra due cavalletti. Se il soggetto si autorizza a credere che una cosa tanto folle possa realizzarsi, l’esperimento avrà successo.

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Immaginate cosa potrebbe succedere se il soggetto si autorizzasse a credere che può completare gli studi con successo, ottenere il lavoro dei suoi sogni, perdere i chili di troppo, smettere di fumare, e così via. L’ipnosi e l’autoipnosi agiscono a livello inconscio per evitare che l’inconscio stesso, pensando di proteggere il soggetto (“Tra due cavalletti? Sai che male alla cervicale!) finisca con il sabotare i suoi obiettivi.

Quando dissero a Milton Erickson, paralizzato dalla polio, che gli restavano poche settimane di vita, questi decise che non solo avrebbe vissuto, ma che sarebbe tornato a camminare. “Se ho imparato una volta” disse a se stesso “posso imparare una seconda”. Diciotto mesi dopo era di nuovo in piedi. L’anno successivo percorreva 2000km in canoa, in solitaria sul Mississippi.

Chi può praticare l’ipnosi?

La tecnica che oggi chiamiamo “ipnosi” esiste fin dalla notte dei tempi. Stregoni, sciamani e guaritori hanno sempre utilizzato la suggestione per operare cambiamenti a volte anche miracolosi. La tradizione attribuisce il merito allo stregone. Oggi sappiamo che la guarigione viene dal soggetto stesso. Sappiamo che la nostra mente è in grado di contrastare molti mali. La funzione dello sciamano (o dell’ipnologo) consiste semplicemente nel convincerci che questo è possibile.

Milton Erickson aveva appena 17 anni e nessuna qualifica particolare quando iniziò ad elaborare e a sperimentare su di sé le tecniche dell’autoipnosi. Dopo averne toccato con mano l’efficacia, vi dedicò il resto della sua vita e ne fece la sua professione. Fu la sua sfortuna a causare la sua fortuna: essendo paralizzato non aveva nient’altro da fare e poté dedicarsi completamente alle sperimentazioni su se stesso.

Oggi fortunatamente possiamo contare sulla sua esperienza (e su quella dei molti che lo hanno preceduto e succeduto) e sulle tecniche messe a punto nel corso degli anni, dei secoli, dei millenni da numerosi esploratori dell’inconscio.

L’ipnosi terapeutica viene praticata da medici e psicologi allo scopo di guarire i propri pazienti. L’ipnosi come mezzo per la crescita personale, per la conoscenza e il miglioramento di sé può essere praticata in autonomia o con l’aiuto di una guida esperta.

Per chi desidera prendere confidenza con la propria mente ho preparato un corso online che accompagna l’apprendista esploratore dell’inconscio in un percorso che parte dall’auto-osservazione per poi passare all’autosuggestione e alla gestione di problematiche precise (ansia e stress, problemi di peso, autostima, gestione del dolore, eccetera). Al termine del corso, in offerta lancio a 59,90€ fino alla fine del mese, chi lo ha seguito sarà in grado di creare da sé le proprie sedute di autoipnosi e di proporre test ipnotici assolutamente innocui ad amici e conoscenti."

 


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